Moda, Storie & Viaggi

I TESSUTI CHE PARLANO

9 Aprile 2015

Il gusto etnico di Lalu è risaputo. Le bancarelle. Le passeggiate a P. zza Vittorio. I miei studi. La mia Africa.
I miei ricordi plaudono la moda. La moda che altro non è che commistione di tessuti, di colori, di forme, di profumi, di senso.
Quello che indossiamo, è in fondo, ciò che siamo.
Non mi sono mai svegliata indossando abiti presi a casaccio nell’armadio. Anche chi dice di farlo, con orgoglio, vuole trasmettere qualcosa di se, o meglio anche se non intenzionalmente, lascia una scia di se.
Si forse, questo è un quid propriamente femminile, forse.
Ma non starà a significare che.. Noi donne abbiamo più cose da raccontare?
Tempo fa ho cominciato una ricerca (la tigna curiosa è sempre la stessa) sui tessuti wax- print. Il mio passato è tornato, forte, imperioso.

Il tessuto che parla. Veicolo di messaggi sociali, identitari, di appropriazione di genere. Di fierezza femminile. Il pagne africano ha lo stesso potere comunicativo di una minigonna. (Ovvio in contesti ben diversi).
Indossare il pagne è un arte.Il modo in cui esso è avvolto intorno alla vita, alle ascelle della donna appartiene al mondo rituale.

Il Wax è il diretto successore del Batik, importato in nuova Guinea dagli olandesi. L’ azienda olandese Vlisco, sviluppò nei primi del novecento la tecnica per la riproduzione del batik, mediante la tintura con riserve, ovvero con applicazioni di cera. Alcune parti di tessuto vengono coperte con la cera, ed il resto viene impregnato di tintura, dando forma a diversi motivi.
Le stoffe sono commercializzate nella misura delle sei iarde, l’occorrente per la produzione di una gonna, una blusa e un rettangolo, adibito al trasporto di lattanti.

La moda del wax non ha subito flessioni e resiste anche alle influenze dell’ Occidente.
Il commercio di questo tessuto era ed è un attività prettamente femminile, un tempo le “Nana Benz“, le matrone degli anni ’70 e ’80, chiamate così perché amavano viaggiare in Mercedes, simbolo di ricchezza e di potere (sembra la scena di un film), oggi, le “Nana Toyota”(chiaro anche qui il riferimento automobilistico.
Pagnes come rispettabilità. Se una donna ne possiede di diversi significa che è ben inserita nel tessuto sociale. I colori e i motivi stampati sul tessuto sono chiari segnali di ciò che una donna pensa, ma a causa dei divieti sociali non può dire apertamente.

Questi sono solo alcuni esempi (www.modeskine.it)

rintracciati in rete, frequenti sono anche i messaggi di natura sessuale o le minacce al marito fedifrago.
Io qualche idea di tessuto da adottare ce l’ avrei…
Riflettevo poi sul fatto che la moda, da quella delle passerella a quella artigiana, sia sempre più alla ricerca di fusione di materiali e di mondi.
Maxi gonne, giacche, pantaloni prodotti mediante l’ utilizzo di tessuti wax.

Stella Jean, la adoro! 

E che dite di queste creazioni? Valentina è una donna dalle mille ispirazioni, contaminazioni ed interessi. E tutto ciò lo riscontrerete in  Come le ciliegie. La moda bisogna anche saperla trovare,scovare.

Se anche gli accessori fossero un pò wax print?

La nostra casa potrebbe raccontare di noi attraverso i colori e le forme dell’ Africa?

Attente a selezionare il messaggio giusto, però!
Lalu

2 commenti per I TESSUTI CHE PARLANO

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