Hand Made, Moda

TENDENZE: USI E PROFUMI DEL CESTINO IN VIMINI

26 maggio 2017

Fai indossare un cestino in vimini a Jane Birkin e avrai una it- bag.

Passare dalla  Birkin di Hermès  al cestino in vimini significa avere molta immaginazione o tanta classe!

Jeans a zampa e maglietta bianca. Riuscire a catturare  gli sguardi, con poco, quella semplicità, che può apparire niente, agli occhi della società del too  much.

 Jane Birkin, vuole fare l’attrice, e dall’Isola di Wight (celebrata in una nostrana nostalgica canzone) si sposta a LONDRA, città in pieno fermento.

Questi sono gli anni della “Swinging London“. “Quando nell’aprile del 1966 il settimanale Time inventò la definizione “swinging London”, il mondo era già stato invaso dall’effervescenza britannica dei sixties, dal ritmo dei Beatles, dal fascino di James Bond, dalla mini di Mary Quant e dalle tendenze in fatto di moda di Soho e Kensington. Insomma, tutto quello che nasceva a Londra diventava subito moda, subito cool”.

www.iodonna.it

 

 Il film Blow Up di M. Antonioni (1966), in cui la stessa Birkin ebbe la fortuna di recitare, fu il racconto di un periodo di forte rivoluzione culturale. Ed allo stesso tempo, fu lo sguardo critico che mostrò la solitudine che le luci e gli scintilii di quegli anni non poterono fare a meno di sprigionare.  Realtà e finzione si fusero in un opera unica.

 

La digressione nella storia del costume, è d’obbligo, per comprendere il senso, anche se, solo di un cestino di vimini!

Il Birkin Basket, non fu acquistato in giro per il mondo o in una boutique, i cui proprietari fossero dei fomentati esterofili,  ma fu acquistato per poche sterline al mercato di Portobello Road, e reso poi brandelli  dalla retromarcia della macchina del compagno della Birkin, che si dice non volesse che essa fosse identificata con un oggetto.

Funesta per il cestino fu la gelosia di un uomo; la stessa artista raccontò l’accaduto in un intervista ad Harper’s Bazaar: “sotto le ruote dell’auto del mio compagno Jacques Doillon che ha investito di proposito quel mio oggetto feticcio: diceva sempre «è terribile essere riconosciuta per un oggetto che indossi»

Ma l’allure di quel cestino travalicò  i tempi ed i luoghi.

Prima ancora della moda,  il cestino in vimini  rimanda ad usi, costumi e al profumo della nostra Sardegna.

Emanano  profumo di mirto e di ulivo, quelli creati dal cestinaio Antonio Utzeri, i cui manufatti sono stati protagonisti del percorso visivo sensoriale voluto dallo stilista A. Marras, dal nome “Sentiero dei nidi di ragno”, poetica installazione in cui i cestini diventano voliere,  peraltro opera vincitrice del Milan Design Awards nel 2015.

Sempre alla nostra popolar tradizione, appartiene la lettura napoletana del cestino, detto “Panaro”. Un uso non propriamente legato alla moda, ma sicuramente alla cultura identitaria.  Così chiamato perchè serviva a portare dalla strada ai piani alti, il pane.

 

E allora immaginiamolo pieno di pane, di fiori, di riviste, di tutto ciò che ci rende felici. Andiamo verso il mare, verso un bar in centro, verso l’estate!

 

Non so se ci aiuterà a sentirci fighe come la Birkin, però state sicure, ci guarderanno tutti!

Baci, LaLu

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47 commenti per TENDENZE: USI E PROFUMI DEL CESTINO IN VIMINI

  1. Mia mamma ha sempre avuto la fissa per cesti e cestini di ogni forma e per ogni utilizzo. Sono quindi profondamente contagiata da questa cosa e infatti ne ho la casa piena. Come borsa però ammetto di non averli mai usati a parte per i pic nic e sai che ti dico? Me ne hai fatta venire voglia quindi mi sa che questa estate si, mi lascerò guardare ma voglio proprio usarli come borsa. 🙂
    Bacione bellezza e buon weekend! :*
    Luna
    http://www.fashionsnobber.com

  2. Sei unica Lu, questo articolo ricco di cultura, curiosità e storia della moda mi ha incantata. Ti leggo con grande ammirazione, e ad ogni visita imparo sempre qualcosa. Applausi. E adesso voglio un cestino colmo di fiori baguette, riviste e profumi. Baci, Valeria – Coco et La vie en rose FASHION & BEAUTY

  3. Per un po’ ne ho collezionati diversi, li adoro, sono tutti naturali, mai fuori moda mai fuori tempo. Poi sono arrivati i bambini… e lo spazio si è ridotto drasticamente. Li tiene mia mamma… Grande Jane :)))
    Baci Lalu!

  4. Bè sicuramente è stata una grande in fondo anche oggi le donne francesi portano con loro la borsa di paglia per le commissioni quotidiane e ti dico che a volte c’è più stile in questi dettagli legati alla tradizione che in altri accessori creati dalle case di moda
    Un bacio

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