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La jumpsuit, dalle fabbrica al matrimonio del mio amico

16 Maggio 2016

La moda, nel senso più alto del termine, ruba la tuta al mondo del lavoro, e la trasforma in jumpsuit.

Siamo nel lontano 1920, quando Thayaht, pittore, visionario e stilista futurista, inventa la Tuta. Nella sua idea essa rappresenta l’elemento di raccordo tra la semplicità e la comodità. Allacciata sul davanti con sette bottoni, priva di decorazioni e munita di tasche, diventa l’emblema della praticità e soprattutto del sentimento anti-borghese dell’artista. 

A Mosca qualche anno più tardi, il russo Rodchenko  con la collaborazione di sua moglie nel 1923 crea la Varst, che divenne l’abito del proletariato.

Nonostante oggi il termine tuta sia utilizzato per indicare l’abbigliamento sportivo per eccellenza, (felpa e pantalone), Thayaht intendeva l’abito unitario a forma di T. L’evoluzione del linguaggio della moda distingue oggi tra la jumpsuit o unico pezzo con pantalone lungo, e la playsuit , pezzo unico con gli shorts.

Il mondo femminile se ne appropria sempre più, grazie ad Elsa Schiapparelli, che nel 1940, crea la shelter-suit, una tuta segnata in vita e stretta da elastici alle caviglie. La creazione del capo è influenzata dall’aerodinamica, come nelle tute da sci proposte da Emilio Pucci o nella cosiddetta “moda spaziale” di Paco Rabanne.

Nel mondo della musica, gli esempi sono diversi e tutti relativi a personalità di grande spessore; si pensi alle tute di Elvis inizialmente molto semplici, perchè ispirate al mondo del karate, successivamente arricchite di dettagli e  di luccichii.

 

Gli amanti della musica (di qualità..ma dove sei finita?!!) ricorderanno la tuta bianconera indossata da Freddy Mercury, oppure l’ambiguità sessuale ed il gusto nel travestimento espressi attraverso le jump di  David Bowie.

Il capo, dal mondo del lavoro e della musica, non mai abbandonato le passerelle. Dalla classica tuta nera, alle stampe esotiche e animalier, rimane un passepartout, che sta bene a tutte, certo con qualche accorgimento, tessuto morbido e tacco alto, perchè  una gamba slanciata fa più bella figura! (si lo so, le fashioniste diranno che ho detto una cavolata, ma allora quelle piccolette come me non possono indossare nulla? fatemi sognare!).

Io la trovo una risposta utile allo stress pre-cerimonie, magari in una nuance pastello per il giorgio, e nera per la  sera.

Che dite corro a comprarne una per il matrimonio del mio amico?!! 

Baci, LaLu

Immagine principale: Tolerance SS 16

39 commenti per La jumpsuit, dalle fabbrica al matrimonio del mio amico

  1. Jumpsuits can be so striking when cut ‘just right’ – as seen in the gorgeous Elisabetta Franchi SS 16 show! The snow scene one-pieces are very special too and in a way remind me of barbie from the 90s haha 🙂

    aglassofice.com
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