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Se dico NO, è NO

15 settembre 2017

Chi mi conosce lo sa, sono sempre stata tendenzialmente simpatizzante per il mondo maschile, me ne frego  se qualcuna potrà storcere il muso, ho sempre preferito accanto un uomo al quale appoggiare la mia “pesante” testa la sera a quelli che chiedono persino il permesso  di andare in bagno. Il loro è un mondo semplice, davvero, birra, amici, famiglia, lavoro. Poche parole definiscono il loro vivere, se penso alle mie… sono…4850… (parafrasando una canzone di D.Silvestri che mi piaceva assai!)

Sono cresciuta in un matriarcato isterico, e con gli anni ho sentito la necessità di vivere in una famiglia alla pari, nella quale però ognuno ha il suo ruolo, anche e soprattutto emotivo.

Avrei voluto una bimba per crescerla femmina. Sono e sarò madre di due maschietti. Arduo compito è il mio.

Altrove c’è la realtà. C’è la violenza. Sulle donne.

 Certo come con la meningite, la crisi, la ripresa economica (contemporanea alla crisi) c’è un esagerazione mediatica, dalla quale bisognerà pur difendersi, ma non possiamo non chiederci quanto e quando la situazione ci sia, gli sia sfuggita di mano. 

La società del tutto e ora.

Del passaggio repentino, inventerei il termine “attimale”, dal: “Ciao, come ti chiami” al comodo letto, al sedile di una macchina, alla scalinata in pieno centro.

Del passaggio altrettanto fulmineo dal: “Oh questa (perchè siamo un questa qualsiasi) mi ha sorriso” al “Eh no, mi hai sorriso, quindi ci devi stare per forza!!!” E magari ragazza, sorridevi perchè ti andava, semplicemente perchè quella sera eri felice, che non si può? 

Ho avuto qualche storia. E i ricordi più spensierati sono legati al corteg- gia-men-to. (qui un utile vademecum).  Ma l’hanno resettata dal vocabolario sta parola, lo so che fa tanto Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda, però così mi fare capire che quelli, i cavalieri, non vi hanno insegnato niente?!

Qualche anno fa,  un ragazzo alle 21.00 circa passava a prendermi,  mi portava in un pub, o semplicemente a passeggiare.  “Ma tu non le dici mai le parolacce?!” (poi ne ho dette tante, pure a Lui eh!!); ci siamo guardati negli occhi, condiviso gli esami, i sorrisi e gli umori.

Certo che mi voleva portare a letto, ma ha lasciato che il tempo scorresse, che  passasse qualche ora, forse settimana. Abbiamo lasciato che le domande lasciassero il posto al desiderio.

Quel tanto che è bastato per fidarsi. E poi per amarsi.

 Ho respirato la libertà, cantando a squarciagola su un motorino diretti verso il primo “vegan” ristorante, che anni fa era un impresa trovarlo. Mai una frase di troppo, un allusione, mai una mano allungata verso la mia libertà, mai un bacio rubato senza che io ricambiassi.

E’ questione di sicurezza di sè. Siete diventati preda di Voi stessi, svogliati, stanchi e timorosi del NO.

Tutto e subito, significa un si, e poco importa, se è un si rubato, dilaniato, violentato.

Ai nostri figli, io e Gianlu, insegneremo il rispetto per la persona ed il suo corpo. Che la pelle dice no, prima della voce.

Insegneremo la sicurezza in se stessi, quella vera, non quella che fai il bullo e ti senti figo!

Insegneremo che se una donna ti dice no, non ti sta umiliando. A non aver paura di ricevere un  no.  L’umiliazione sta nel prendersi un si con la forza.

E se avessi avuto una bambina, le avrei insegnato a dire no.

 P.s: Le mie parole sono troppo lievi e poco scurrili di fronte agli agghiaccianti fatti di cronaca. Lo so.

LaLu

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17 commenti per Se dico NO, è NO

  1. Bè mi pare che ti sia stato affidato un compito preziosissimo: educare due bimbi a diventare uomini e non ragazzini viziati troppo cresciuti è senz’altro un’impresa difficile di questi tempi, ma sono certa che tu abbia le carte in regola per farcela! Ce ne fossero di madri come te!
    Avresti fatto senz’altro un’ottimo lavoro anche con a femminuccia, ma credo che forse il tuo compito sia anche più importante: una ragazza può imparare abbastanza facilmente a dire no (basta che abbia un minimo di valori ed autostima), ma perchè un ragazzo non pensi che gli sia tutto dovuto è un’altro paio di maniche!
    Baci!

    S
    https://s-fashion-avenue.blogspot.it

    • Intanto grazie. Hai ragione penso che sia un compito arduo insegnare il rispetto, ma ci proveremo… molto parte dalla famiglia, dall’aria che si respira, dal rapporto madre e padre….

  2. Ho letto le tue meravigliose parole non come persona ma come donna e madre, mi hai toccato il cuore per la tua immensa profondità. Siamo libere di scegliere quel no ed io lo sto insegnando a mia figlia, le sto insegnando ad essere una persona libera!!! ❤❤❤

  3. io non riesco a trovare parole adeguate per affrontare quest’argomento…non sopporto chi dice “i tempi son cambiati” però è pur vero che qualche tempo fa di queste storie al telegiornale passavano in numero leggermente inferiore… Può darsi che semplicemente adesso rispetto a prima faccia più notizia o è un crimine che nei tempi passati si faceva più difficoltà a denunciare a differenza di adesso…non so…fatto sta che non riesco a trovare una ragione…e metto tutto in discussione: loro ma anche noi donne, lo ammetto,

    • io ho vissuto a Roma da sola, e io e le mie coinquiline abitavamo in periferia. Non abbiamo mai rinunciato ad una passeggiata al centro, o ad una birra a San Lorenzo, prendendo il notturno. Io, e parlo per Roma, credo che questa città a livello di sicurezza sia molto peggiorata. e non è un movimento verso il declino dell’ultimo anno…
      LaLu

    • Guarda anche fuori dal mondo della moda, la solidarietà tra donne è una chimera, pensa alle mamme on line a quante se ne dicono?!!
      LaLu

  4. Possesso…oggi tutto è orientato al possesso…delle cose, delle persone…per sentirsi qualcuno….o per sentirsi e basta….ricominciamo ad educare i nostri bambini al rispetto dell’altro, di se stessi, dell’ambiente, del mondo…i tuoi bambini potranno essere parte del cambiamento, glielo auguro 🙂 un abbraccio!

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