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Moda e arte: la sensualità di Tamara De Lempicka

22 Giugno 2016

Labbra scarlatte, pelle diafana, soffici onde carrè, ciglia lunghe e finte. Rossetto rosso, tanto che la Revlon nel 1930 le chiese di collaborare per la produzione di un lipstick.

“Sono stata la prima donna a dipingere in maniera chiara e pulita: questo è il mio segreto”

Le sue opere sono una sintesi della sua personalità. Le sue pennellate dai colori forti, a volte sfumati a volte saturi,  dal bianco al grigio, dal viola al rosso, passando per il verde, sono divenuti nuance per ombretti.

Tra centinaia di quadri,
riconoscerai il mio,
perché la mia pittura affascina le persone”

Affascinano le sue donne sensuali, glamour, ma dall’ animo combattente,  curiose, abili conoscitrici del mondo, spesso raffigurate con un libro in mano.

Il potere è nella bellezza e nella cultura.

Tamara è una donna virile, autonoma. Ogni donna deve conservare tratti maschili, come l’artista stessa alla guida della Bugatti Verde.

La copertina è quella della rivista di moda tedesca Die Dame. Si racconta che l’editor sia rimasto folgorato dall’eleganza di  una donna vestita di giallo alla guida di  una Renault dello stesso colore; chiese di lei in giro, non sapeva fosse Tamara.

In seguito, Le fu commissionato un autoritratto come copertina per la rivista.

Modaiola, spregiudicata, famose le sue feste “gasbyane”  dopo il trasferimento in America,  per i suoi eccessi, che le costarono il divorzio e il difficile rapporto con la figlia. Ma Lei era nata per l’arte, donarsi ad essa totalmente era una forma di ringraziamento, poichè  tutto ciò che aveva ottenuto, la fama, la ricchezza, le era stato regalato dall’arte; la famiglia un limite..

Vero nome Tamara Rosalia Gurwik. Donna misteriosa fin dalla nascita, fin dalla data. Sessualmente ambigua, ebbe più amanti, ma fu sposa due volte, dell’avvocato Tadeus Lampicki (si conobbero ad un ballo in maschera, Lei era vestita da contadina con al guinzaglio una papera); e del  barone Raul Kuffner, pur rimanendo una donna libera!

«Mi piaceva uscire la sera
e avere un bell’uomo al mio fianco
che mi diceva quanto ero bella
o quanto grande era la mia arte”

Parigi, la città che le diede la fama. Vi trovò riparo  allo scoppio della rivoluzione russa,  qui le sue prime esposizioni, e i primi cataloghi, nei quali appare con nome maschile.

Anni frenetici per Tamara,  a contatto con importanti personalità, conobbe Marinetti in un bar, si ripromisero di incendiare il Louvre. Anni visionari e di grande fermento artistico.

Tamara è un icona, come tale, senza tempo.

Il suo stile, è quello delle donne che raffigura. E’una diva.

Forme rigide, materiali fluidi (jersey, seta) per gli abiti da sera. “La signora degli anni ’30 si veste generalmente in lungo e l’abito deve essere possibilmente in seta, perchè solamente la più costosa delle stoffe può cadere in diagonale in modo così aerodinamico da esaltare il corpo senza scoprirlo” . Di seguito alcuni esempi dalle passerelle degli ultimi anni:

Giornate da dandy. “Sono parte integrante dell’ abbigliamento femminile, i guanti e, naturalmente, il cappello. Berretti, cuffie, pagliette, si adornano di nastri, fiocchi, pelli, finta frutta e l’unico punto in comune è il modo di calzarli, leggermente obliqui sulla fronte”. vintagedestiny.altervista.org

Musa di star come Madonna, che peraltro possiede molti tra i suoi capolavori.

Spesso la cantante ne ha riprodotto lo stile, come in questa campagna pubblicitaria per Vuitton.

La “donna Tamara” è la protagonista di raffinate pubblicità.

Negli anni, nell’ eterno ritorno della moda, Tamara continua ad ispirare stilisti e creativi.

 

 

 Baci

LaLu

40 commenti per Moda e arte: la sensualità di Tamara De Lempicka

  1. La conosco eccome lei.. Bellissime le sue opere e di grandissima ispirazione. Mi piace molto come hai legato tutto insieme e quante ispirazioni hai dato.
    xx mari

  2. Some of the gowns you’ve featured in this post are really beautiful – an elegance of an era gone by 🙂

    aglassofice.com
    x

  3. Sai cosa mi sto chiedendo?
    Quando andavo al liceo, in Francia, spopolava il marchio Lolita Lempicka.
    So per certo che è uno pseudonimo della stilista, ma mi chiedo se non sia un omaggio!
    Non avevo mai collegato le due cose!:)

  4. E chi non la conosce! Mamma mia è storia della moda pura. Un tempo spopolava molto di più ma del resto ultimamente la classe vera se la stanno dimenticando in troppi. Hai fatto bene a parlarne, merita tutte le attenzioni di questo mondo per imparare qualcosa. 🙂
    Bacione e buon weekend! :*
    Luna
    http://www.fashionsnobber.com

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